La mia casa || Vocabulary Tour


Summary

In this video, you will learn uncommon yet useful vocabulary related to the house. The pace is more colloquial, that means that in this video I spoke like I would have spoken to one of my friends. What does it mean? It is to warn you that not only the speed will be faster than the previous video, but that this one is not only “to teach”, but it features also comments about the restroom, me being very awkward in the shooting process, together with some half-snorted sentences that will surely challenge your “Italian-ear”.

Do not worry though, if you keep scrolling down you will be able to see the transcript or everything I said in the video! Also, for your peace of mind, I have divided it into sections, so it will be easier to skip to the “OMG-I-don’t-understand” part!

Eventually, you will be able to review all the new vocabulary that you encountered in the video by downloading the worksheet that I have prepared just for you!


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Transcript

Ciao sono Martina di ItalianBites e oggi mi trovo a Lisbona, in Portogallo. Abbiamo affittato un piccolo appartamento nell’Alfama, il quartiere più antico di Lisbona.
L’appartamento non è molto grande, ma ha tutto quello che serve e soprattutto ha tantissimo vocabolario utile. Attenzione, non è vocabolario come: il letto, il tavolo, la sedia… Ma è vocabolario particolare come spioncino, mocio, o zerbino. Quindi se non sai cosa ho appena detto, o cosa vogliono dire queste parole…
Vieni facciamo un tour!

 

Il cortile e il patio

0:55 Leggi qui

Allora… cominciamo dal portone, abbiamo la chiave… chiudiamo perché in questa casa ci sono due cagnolini che non sono nostri perché c’è un cortile condiviso. Infatti tutte queste piante… Ora, ci sono anche i panni stesi (non sono nostri) e qui arriviamo alla nostra casetta: c’è un piccolo cancello da aprire, molto facile da aprire (antiscasso!! ahah)
Entriamo nel nostro patio (piccolino) ma… qui c’è un bidone delle immondizie (della spazzatura) e qui invece c’è un secchio con un mocio. Ora ho detto “mocio” e non “straccio” perché, vedete quelle righe?

Ecco, quelle sono tutti pezzi di stoffa e si chiama appunto mocio o lo straccio invece è un pezzo unico.
Arriviamo sullo zerbino, ci puliamo le scarpe e, come vedete, qui non c’è lo spioncino (che di solito è quel piccolo buchetto da cui si vede chi c’è fuori dalla porta) ma c’è una finestrella dopo vediamo perché.
Altra chiave, questa volta la porta è blindata, quindi ha bisogno di un’altra chiave… Et voilà! (Chiudiamo la porta…)

Il salotto e la sala da pranzo

3:01 Leggi qui

Allora, questo è l’interruttore della luce: ce ne sono tre, ma questo è chiamato interruttore e serve per spegnere o accendere la luce.
Poi, in questa parete qui in fondo che sembra di legno ma in realtà è una carta da parati in vinile, in finto legno… carina…
Poi abbiamo un quadro con un tram perché a Lisbona sono fissati con i tram. Infatti c’è anche una scatola a forma di tram con… un cappello!

Poi abbiamo un mobile, e mobile è una parola che va bene per qualsiasi pezzo di arredamento della casa quando non si sa il nome preciso; per esempio qui dentro ci sono dei libri, quindi potrebbe essere una libreria, ma in realtà, se apriamo qui, troviamo i nostri cappotti: quindi è un armadio. C’è anche un ventilatore lì, per l’aria fredda…
Quindi in realtà questo è sia una libreria sia un armadio, quindi è un mobile, possiamo dire genericamente mobile.
Qui a fianco – prima ho fatto vedere il ventilatore – c’è un piccolo termosifone portatile, perché sia in Portogallo che in Spagna ho notato che il riscaldamento non è molto popolare!

Ora qui c’è un cellulare in carica ma… questo che assomiglia l’interruttore in realtà è una presa della corrente che ha tre [edit:due] buchi. In Italia prima ce n’erano tre quindi: 1, 2, 3 ma adesso in Europa questa è la presa comune. (Rimettiamo dentro il cellulare…)
Tornando indietro… qui c’è la televisione con un tavolino e i telecomandi per cambiare canale (c’è un po’ di polvere, pure!) e sotto c’è – la tragedia di ogni casa, ovvero – una confusione di cavi e fili c’è una presa della corrente il router di Internet, questa cosa per la televisione che non so che cosa è né a che cosa serve [more appropriate: non so che cosa sia né a cosa serva – present subjunctive, but in colloquial Italian the present tense is fine as well] comunque questo è il piccolo salottino.
Di qua c’è un divano molto grande molto carino anche perché non è solo un divano, ma un divanoletto.

Questo che c’è in tutte le case, si chiama quadro elettrico che sono tutti gli interruttori (ora io non li tocco ma…) di emergenza e qui infine ci sono due ante (queste si chiamano ante) che sono comuni a tutti i mobili. Abbiamo il kit di pronto soccorso, l’estintore, una giacca ignifuga – si chiama, ovvero una giacca antifuoco, per proteggersi dal fuoco – e qui abbiamo varie cose come nei deodoranti per l’ambiente, delle chiavi, cose non nostre che, quindi, chiudiamo… e salutiamo!
Infine qui c’è il tavolo da pranzo… tavolo da pranzo che è pieghevole perché come vedete l’appartamento non è grandissimo ma basta prendere qui e sollevare e diventa un bel tavolo da pranzo. Qui ci sono le due sedie pieghevoli… La cosa interessante di questa casa è che gli interruttori sono quasi tutti fuori, infatti questo è quello del bagno e questo è quello della cucina.

Il bagno

7:22 Leggi qui

Ora vediamo il bagno. Sentirete un po’ di rumore perché non ha finestre, quindi c’è lì sopra una ventola per far girare l’aria e assorbire l’umidità. Allora qui abbiamo lo specchio – che conoscete già come parola – e il lavandino. Ora, qui abbiamo un’altra presa della corrente, un vaso con dei fiori (finti), un porta sapone liquido, la mia spazzola dei capelli, il mio spazzolino da denti con il mio dentifricio e questo…

Ora “questo” ha un nome particolare, ovvero questo è il rubinetto… infatti quando c’è quella gocciolina fastidiosa che fa plick plick plick, ecco quello è il rubinetto che perde.
Questo invece che non è comune a tutte le case, perché a volte ci sono due manopole: una dell’acqua calda e una dell’acqua fredda, questo invece si chiama miscelatore perché miscela l’acqua calda e l’acqua fredda in un unico pezzo. Quindi: miscelatore e rubinetto.
Poi, passando più in qua c’è il fantastico… la parola che nessuno sa mai come chiamare: WC, toilette, toilet… gabinetto! In italiano è gabinetto. anche se in realtà tutti lo conosciamo più comunemente come vater.

Qui abbiamo lo scopino (per il vater) che serve per pulire… Non è pulitissimo, ma insomma… e poi c’è questa cosa qui che sembra una piccola doccia ma che non ha uno scarico. In realtà ho scoperto successivamente che in Italia abbiamo il bidet mentre negli altri paesi del mondo non è così comune e quindi questo sarebbe come un bidet portatile da usare nel gabinetto.
Poi abbiamo il rotolo della carta igienica il porta rotolo della carta igienica e questo – che non mi spiegavo – in realtà è un porta rotolo di carta igienica ma… il resto della carta igienica lo abbiamo qui. Apriamo le ante: un’anta, due ante e qui sotto ci sono delle creme varie e la carta igienica che andrebbe lì. Non qui. Lì. Non qui. Hanno deciso di metterla qui… Chiudiamo le ante…

Infine c’è un cassetto qui sotto che io trovo utilissimo. Non è pieno per niente, ma se fosse casa mia sarebbe stracolmo! Qui abbiamo un asciugacapelli… che nessuno lo chiama asciugacapelli in Italia, sul dizionario c’è scritto asciugacapelli, ma comunemente è riferito come phon (ovvero non sentirete mai dire “Ma’ dov’è l’a-sciuga-ca-pel-li?!” No, perché ci vuole troppo tempo e soprattutto è una parola lunghissima, quindi usiamo “phon” scritto p-h-o-n) e una spazzola da scarpe per nessun motivo in particolare. Chiudiamo il cassetto.
Queste sono piastrelle, questo è legno: quindi abbiamo parquet e piastrelle.

[Ups i miei capelli] Un tappeto molto morbido e questo, che è la gioia – penso – di chiunque possa voler fare una doccia perché non solo è completamente chiusa in cima, ma ha anche l’idromassaggio, una sedia, un porta sapone, uno specchio, un porta shampoo (che di solito mi cade sempre e mi sbatte sui piedi), un ulteriore idromassaggio e – attenzione! – cosa sono quella e quella?
Bene, c’è la possibilità di ascoltare la musica, accendere la luce, cambiare stazione radio, cambiare l’intensità dell’idromassaggio… stranissima! Comunque siamo riusciti a farci la doccia.
Qui c’è un altro piccolo deposito per altre due sedie perché noi siamo solo in due ma in realtà questa casa con il divano letto è potenzialmente per quattro… perfetto!

Ultima cosa: dietro la porta del bagno abbiamo: il profumo, un appendiabiti (o attaccapanni) con i nostri asciugamani e qui un piccolo stendipanni o stendibiancheria chiamato anche stendino. Lo stendino è forse è un termine più comune, ma diciamo che lo stendibiancheria è il termine esatto, diciamo.
OK, adesso usciamo da qui che c’è questo rumore fastidioso della ventola e ci avventuriamo in cucina.

 


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La cucina

12:44 Leggi qui

Accendiamo la luce della cucina. Anche qui abbiamo piastrelle, dunque questa è la cucina. Cos’è questa cosa bianca? Lo sapevate già: il frigorifero.
Il frigorifero, però, è particolare perché è tagliato a metà (e non è neanche chiuso! Complimenti…) Vabbè meglio, così ve lo faccio vedere. Questo è un frigorifero molto piccolo, ha dei cassetti, il portabottiglie, delle mensole, e qui sopra ha un freezer o un congelatore che va bene per, appunto, persone che stanno pochi giorni non per una casa diciamo normale o “da tutti i giorni” sotto Ecco perché è così piccolo perché sotto c’è la lavatrice.
Lavatrice e non asciugatrice perché di solito in Europa in generale, ma più nei paesi mediterranei come Spagna, Portogallo e Italia, i panni (o i vestiti, o la biancheria, o il bucato) si stendono sullo stendino o sullo stendibiancheria più che metterli nell’asciugatrice perché “in teoria abbiamo” tanto sole. Questa settimana Lisbona è stata piena di pioggia e nuvole, ma non importa…
Passiamo oltre qui abbiamo la finestra che ci porta sul patio da cui siamo entrati, un minuscolo lavandino, anche questo si chiama rubinetto (che è molto più grande rispetto acquaio [o lavandino]) non so per quale motivo…

Poi abbiamo qui uno scolapiatti che è diverso dalla lavastoviglie, perché la lavastoviglie, ovviamente, è una macchina. Quindi abbiamo dovuto lavare i piatti a mano con la spugna e il detersivo per i piatti. Qui abbiamo varie cose come: le tazze, i piattini, il coltello e i cucchiaini, un tagliere (rovinato) di IKEA…
Andiamo avanti: questa è la parte che preferisco della cucina perché c’è – oltre al mio riflesso della gonna, magari mi sposto, ok – c’è un microonde che in realtà non è solo un microonde ma è anche un forno elettrico perché, appunto, non c’è il forno; il tostapane e la macchina del caffè.
Poi qui ci sono un po’ di cose per la cucina (che c’erano già non abbiamo comprato) c’è del vino, dell’olio, dell’aceto, del tè, zucchero, caffè, eccetera eccetera…
Poi abbiamo: un bollitore che non è elettrico, ma c’è, esiste, il bollitore elettrico (sono quegli oggetti che sono a parte, e sono attaccati con la spina al muro o alla presa elettrica) e questo… questi si chiamano i fornelli.
I fornelli – viene chiamato anche stufa in alcune regioni d’Italia – ma questi sono i fornelli, sono le manopole di accensione del gas (perché sono fornelli a gas perché… facciamo una prova) in alternativa può avere una piastra elettrica che sono quelle belle, lisce, che si puliscono molto facilmente.
Super importante, lì c’è la cappa o l’aspiratore che serve – come si vede – per aspirare il grasso e fumi e c’ha la luce, l’accensione, prima potenza (diciamo) secondo livello o seconda potenza, che è in acciaio.

Abbiamo dei cassetti per – lo sapete già – coltelli, cucchiai, forchette, cucchiaini e forchettine più gli utensili da cucina come: coltelli, mestoli, eccetera. Tutte queste si chiamano posate (femminile: le posate). Perfetto!
Chiudiamo il cassetto… Oh! Mi sono dimenticata! C’è anche un apribottiglie e un cavatappi perché questo è un tappo, quello “cava” cioè toglie. Cavatappi o apribottiglie. Perfetto, chiudiamo…
In questo cassetto abbiamo dei tovaglioli di carta, la griglia [edit:bistecchiera], delle pentole, dei coperchi… Ah, è interessante dire… C’è un detto italiano che dice “il diavolo fa le pentole ma non i coperchi” chissà cosa vuol dire… e nell’ultimo cassetto abbiamo il fantastico scolapasta (super importante!) e altre cose: delle ciotole, altri coperchi delle ciotole, …
Infine qui abbiamo i piatti, una ciotola, dei bicchieri d’acqua e bicchieri da vino, delle tazze, una brocca per l’acqua, e delle ciotoline. Perfetto!

La camera da letto

18:32 Leggi qui

Adesso passiamo in camera da letto. La camera – stranamente – ha l’interruttore all’interno. Quindi abbiamo: il letto con la luce, perché è molto stretta [la camera da letto] quindi non c’è spazio per il comodino.
Anche qui abbiamo il riscaldamento portatile, come lo chiamo io, quindi sono delle delle “macchine che riscaldano” invece di avere il riscaldamento. C’è uno specchio…
Ora, una cosa che vi volevo far vedere è la differenza tra coperta (quindi una una stoffa calda che possiamo anche usare sul divano per esempio) questa è una coperta, e questo invece sembra un lenzuolo ma in realtà è un piumino perché questo (ci sono tutti i cavi lì) questo è un lenzuolo con dentro una coperta (fatta di solito di piume), ecco perché si chiama piumino e questo infatti è il copripiumino vediamo se riesco a farvelo vedere da di qua… (disfiamo il letto…) ok!

Allora: questo in teoria è un lenzuolo, ma siccome è doppio, ha un buco qui, questo diventa automaticamente un copripiumino questo – dentro – è il piumino e copripiumino… con la coperta.
Un armadio a due ante con… due cassetti… [due, due, due…] se apriamo l’anta vediamo i nostri zaini che abbiamo “strategicamente” messo lì.
Una finestra con degli oscuranti all’interno (di solito in Italia sono esterni) e si intravede il secchio con il mocio.
Infine, l’ultima cosa che vi volevo far vedere sono questi: in tutta la casa, se guardate, ci sono queste luci che non sono lampade, non sono luci normali, ma sono faretti. Si chiamano faretti perché assomigliano ai fari delle macchine.

Cosa ne pensi?
Sotto nella descrizione troverai il worksheet da scaricare per fare pratica con il nuovo vocabolario che abbiamo imparato oggi.
Adesso vado e mi godo la vacanza! Noi ci vediamo presto!


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