L’importanza delle radici: due storie e un pensiero

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Ho appena finito di fare un po’ di giardinaggio a casa di mio papà. Lui è bravo con la casa, anche se è da solo: lava, stira, cucina e pulisce. Adesso che è in pensione si dedica di più anche ai lavoretti di casa, come stringere una vite di un mobile che scricchiolava, sistemare una finestra che non si chiudeva bene, oppure – come questa mattina – togliere un nido dalla canna fumaria del camino.
(I piccoli sono stati rimossi senza problemi e messi su un albero qui vicino, stanno tutti bene!)

Bardies, il mio paesino visto dall’alto

Una cosa però che proprio non sopporta è il giardinaggio. Dice che la natura deve fare il suo corso, quindi se i fiori nascono, bene, se muoiono, pazienza!
Ogni volta che torno a casa per stare un po’ con lui, allora, mi metto subito all’opera: sposto i vasi, tolgo le erbacce, innaffio i fiori e taglio i rami morti.

E oggi, per sbaglio Рperch̩ non ho ancora il pollice verde come la nonna, ma ci sto lavorando! Рho spezzato una radice della pianta di rosmarino.
A parte l’orrore di aver potenzialmente distrutto il futuro di una delle spezie di papà, mi sono messa a riflettere sull’importanza delle radici.

Le radici sono la base di una pianta, la sua forza e la sua crescita dipendono dal sole, dalla pioggia, dal vento… ma senza le radici una pianta non può vivere per molto tempo.
Un po’ come noi. Magari in questo momento della vita non ci importa molto da dove veniamo, ma arriva sempre un momento in cui iniziamo a fare domande: da dove vengo? Chi erano i miei antenati? Che cultura avevano? Quali tradizioni?

Prendiamo i miei vicini per esempio: per due generazioni hanno vissuto in Sud Africa, e recentemente sono venuti a trovare la loro nonna, che è la mia vicina di casa di 87 anni (che vive ancora da sola).
Non sapevano niente del nostro piccolo paese (e molto poco dell’Italia, per lo più cliché), non conoscevano il cibo, le tradizioni e nemmeno le abitudini culturali locali.
Mi hanno chiesto (in inglese): perché le campane suonano così spesso? Perché il venerdì viene sempre una macchina e le tre anziane della corte vanno via per alcune ore? Perché il postino suona il campanello? E soprattutto: perché siete così lenti?!

Ho sorriso, e ho pensato all’ironia della situazione: io insegno lingua e cultura italiana agli stranieri dall’altra parte del mondo, e quelli che hanno più bisogno di aiuto sono i miei vicini di casa!

La corte vista dalla mia finestra, e la casa dei vicini

Non parlano italiano, quindi non potevano chiedere, non potevano sapere che le campane segnano le ore: un rintocco per ogni ora, e un solo colpo per la mezz’ora.
Non potevano sapere che il venerdì la macchina porta le anziane (che ormai non possono più guidare) al mercato del paese vicino a prendere frutta, verdura, carne e pane… e che poi lo stesso signore che guida la macchina le aiuta a scaricare la spesa pesante e gliela porta fino dentro casa. Non potevano sapere che per loro è come una gita, che aspettano tutta la settimana il venerdì per mettersi il rossetto e andare a bere il caffè in centro tutte insieme.
Non potevano sapere che il postino ci conosce tutti per nome e che suona per salutare e assicurarsi che in famiglia stiamo tutti bene (e che no, non vuole la mancia, ma un caffè lo prende volentieri!)

Ma soprattutto, dalla metropoli di Johannesburg, non potevano capire la bellezza della vita lenta di un paesino in una valle tra le Dolomiti. Il mercato, la chiacchierata con i vicini, il saluto e la comunità.

Quando sono andati via, avevano uno sguardo diverso negli occhi: sono arrivati veloci, diffidenti, pratici e logici. Quando mi hanno salutata lo hanno fatto a malincuore. Mi hanno detto solo una parola in Italiano: “arrivederci”.

Ecco la magia dell’Italia. Vieni, pensi di venire a sistemare dei documenti, vedere dove vivevano i tuoi nonni, forse a salutare zii e cugini… Ma poi succede qualcosa: scopri che qui la vita sembra diversa ma familiare. Ti senti a casa, e non vuoi più partire.
Proprio come una pianta, possiamo crescere in molti posti, ma le radici, quelle profonde, sono sempre legate al posto dove tutto è iniziato.

Little Dictionary Corner

Lavoretti di casa: piccole cose da sistemare o aggiustare [little things to fix around the house]

Pazienza: amen! [in the specific case: se nasce bene, altrimenti pazienza! – if it is blooms, that’s good, otherwise it’s fine/ok]

Il pollice verde: essere bravi con le piante [green thumb]

Per lo più: per la maggior parte [mostly]

Nemmeno: neanche [not even]

Corte: un gruppo di case con un cortile in comune [courtyard]

Diffidente: scettico e sospettoso [skeptical]

A malincuore: con un senso di tristezza [with a heavy heart]

Ecco: per far vedere,/dimostrare qualcosa [here it is]